lunedì 12 ottobre 2009
Teatro Olimpico di Vicenza
domenica 4 ottobre 2009
sabato 22 agosto 2009
La Rambla di Barcellona
Questo ampio viale è fiancheggiato da file di alberi e da corsie strette per il passaggio dei veicoli.
La Rambla è tutto un susseguirsi di chioschi, bar, ristorantini, edicole ma non solo: ci sono anche artisti di strada, i mimi e le statue viventi.
Per quel che riguarda gli artisti di strada è sempre un piacere fermarsi a guardarli, risultano sempre molto fantasiosi coi loro abiti e le loro idee. Ne ho visto uno un giorno che si chiudeva da solo dentro una vecchia valigia, era pazzesco veramente, non so proprio come sia riuscito a contorcersi in quella maniera.
Il nome Rambla deriva dal torrente stagionale, raml in arabo, che un tempo passava in questa zona.
Questa zona viene chiamata anche le Ramblas, al plurale, perchè composta da cinque tratti con nomi differenti: Rambla de Canalets, Rambla dels Estudis, Rambla de Sant Josep, Rambla dels Caputxins,Rambla de Santa Monica.
Ai lati della strada fanno bella mostra di sè vari palazzi con stili architettonici diversi.
Sulla Rambla stessa invece si susseguono bancarelle che vendono fiori e altre che vendono uccelli e animali di piccola taglia.
A tutte le ore del giorno è un brulicare di gente, la maggior parte turisti.
Verso sera sulle sedie si fermano i vecchietti a chiaccherare tra di loro del più e del meno.
La Rambla termina nella zona del Porto, dove sorge il monumento dedicato a Colombo.
Nei miei quattro giorni di permanenza a Barcellona questo è il posto ce ho frequentato di più, sia di giorno che di sera.
é sicuramente vivace, anche se risulta un po' caotico.
Ci sono tre o quattro fermate della metropolitana che sostano in vari punti, ma io consiglio di percorrerla partendo da Plaza Catalunya.
Moltissimi i bar dove fermarsi a bere qualcosa e assaggiare un paio di tapas, il mio consiglio è di guardare bene il listino prezzi prima di ordinare qualcosa, onde evitare brutte sorprese.
Un viale comunque bellissimo e pieno di vita, da non perdere assolutamente!
Da qui poi si puo' partire alla scoperta dei vari quartieri che compongono Barcellona.
venerdì 21 agosto 2009
Castello di Sirmione
mercoledì 19 agosto 2009
Santa Maria del Mar
Non sono passati molti mesi da quando ho letto il libro '' una cattedrale sul mare'', romanzo che m'è piaciuto moltissimo, le cui vicende ruotavano attorno alla chiesa di Santa Maria del Mar.
Non potevo non passarci almeno davanti.
L'ultima mattina del mio soggiorno a Barcellona me la sono presa comoda e sono andata a passeggiare nei pressi di questa chiesa.
Santa Maria del Mar si presenta con uno stile gotico catalano autentico.
All' interno, il corpo principale è formato da una navata centrale e due navate laterali divise da file di colonne a pianta ottagonale.
Appena varcata la sogliada' un senso di sobrietà e semplicità.
Devo dire che, anche se non presenta grandissime decorazioni, m'è piaciuto di più l'interno che l'esterno, forse perchè esternamente appare un po' soffocata da tutti gli edifici e i palazzi che la circondano.
Bellissime le vetrate a colori, che danno un tocco di armonia, senza risultare comunque pacchiane.
Costruita nel quattordicesimo secolo, fu terminata in tempo record secondo gli standard del tempo: solo 59 anni!
Davanti alla fiancata meridionale si trova El Fossar de les Moreres, il cimitero dei Gelsi, dove furono sepolti i combattenti della resistenza catalana dopo l'assedio di Barcellona nel 1714.
Non ha deluso le mie aspettative anche se ammetto che mi aspettavo qualcosa di più imponente ma la colpa bisogna proprio darla a tutte le strutture che sono sorte a fianco.
Comunque, se ci si trova a passeggiare nel quartiere de La Ribera, una sosta ad ammirare questa chiesa è senz'altro d'obbligo.
L'ingresso è libero, ma le offerte sono ben accettate!
La fermata della metropolitana è anche abbastanza vicina.
Consigliata anche la colazione nel bar di fronte alla Chiesa, sopratutto la mattina presto quando c'è solo gente del posto che gira...è un atmosfera un po' più autentica da assaporare!
lunedì 17 agosto 2009
Lago di Tenno
Per Ferragosto non avevo grandi idee, volevo qualcosa di semplice e non troppo lontano,possibilmente senza restare inbottigliata nel traffico.
Dopo un po' di ricerce su internet ho scelto come meta il lago di Tenno, a nord del famoso lago di Garda.
L'unica preoccupazione era la colonna d'auto che andava verso il lago di Garda ovviamente, ma sono riuscita ad evitarla passando per piccoli paesetti ed evitando la strada principale.
Il lago di Tenno si trova immerso nelle montagne, accerchiato da tantissimi piccoli borghi medievali come quello di Frapporta e di Canale di Tenno.
Il parcheggio dove si lascia l'auto è a pagamento.
Il lago non è enorme, ma risulta carinissimo nel suo contesto.
A farla da padrone è il colore turchese delle sue acque.
Molte le persone che comunque hanno avuto la mia stessa idea per ferragosto.
Nel lago c'è un isolotto facilmente raggiungibile passando per un breve tratto di acqua bassa, ma era affollatissimo.
Abbiamo dovuto sistemarci in un altra zona, all'ombra delle piante.
Li vicino a noi c'era un chiosco ben fornito, qualche panca di legno e i servizi igienici ( prima volta che li vedo in un lago di quelle dimensioni).
L'acqua non era fredda, anzi, sembrava di essere in piscina, infatti la maggior parte della gente si rilassava in ammollo.
Ho visto che era presente anche un bagnino per le emergenze.
In alcuni tratti l'acqua è talmente bassa che sembra di essere in una spiaggia.
Ho passato veramente un bel pomeriggio a oziare in una cornice ambientale splendida.
Se sapevo che era così carino ci sarei venuta prima.
Per tornare indietro abbiamo fatto il giro completo del lago per vederlo sotto ogni angolazione.
Devo dire che è tenuto benissimo, pulito e con tante stradine praticabili agevolmente.
Qua e là sorgono ogni tanto delle strutture alberghiere, che comunque non rovinano il paesaggio.
Vicino al parcheggio ci sono anche un paio di ristoranti.
Molte persone per andare in acqua erano attrezzate con le scarpette di plastica, ma comunque i sassi non sono grossissimi, io sono andata in acqua a piedi scalzi.
E' così trasparente che ti invoglia proprio a tuffarti.
Probabilmente è poco popolare per via del vicino lago di Garda, ma secondo me chi è nella zona non se lo puo' perdere.
E' un posto veramente rilassante e le famiglie ci possono portare tranquillamente anche i bambini piccoli.
Ben segnalato da Riva del Garda, non è difficile da trovare, anzi.
Consigliata una visita anche ai vicini borghi.
Dopo un po' di ricerce su internet ho scelto come meta il lago di Tenno, a nord del famoso lago di Garda.
L'unica preoccupazione era la colonna d'auto che andava verso il lago di Garda ovviamente, ma sono riuscita ad evitarla passando per piccoli paesetti ed evitando la strada principale.
Il lago di Tenno si trova immerso nelle montagne, accerchiato da tantissimi piccoli borghi medievali come quello di Frapporta e di Canale di Tenno.
Il parcheggio dove si lascia l'auto è a pagamento.
Il lago non è enorme, ma risulta carinissimo nel suo contesto.
A farla da padrone è il colore turchese delle sue acque.
Molte le persone che comunque hanno avuto la mia stessa idea per ferragosto.
Nel lago c'è un isolotto facilmente raggiungibile passando per un breve tratto di acqua bassa, ma era affollatissimo.
Abbiamo dovuto sistemarci in un altra zona, all'ombra delle piante.
Li vicino a noi c'era un chiosco ben fornito, qualche panca di legno e i servizi igienici ( prima volta che li vedo in un lago di quelle dimensioni).
L'acqua non era fredda, anzi, sembrava di essere in piscina, infatti la maggior parte della gente si rilassava in ammollo.
Ho visto che era presente anche un bagnino per le emergenze.
In alcuni tratti l'acqua è talmente bassa che sembra di essere in una spiaggia.
Ho passato veramente un bel pomeriggio a oziare in una cornice ambientale splendida.
Se sapevo che era così carino ci sarei venuta prima.
Per tornare indietro abbiamo fatto il giro completo del lago per vederlo sotto ogni angolazione.
Devo dire che è tenuto benissimo, pulito e con tante stradine praticabili agevolmente.
Qua e là sorgono ogni tanto delle strutture alberghiere, che comunque non rovinano il paesaggio.
Vicino al parcheggio ci sono anche un paio di ristoranti.
Molte persone per andare in acqua erano attrezzate con le scarpette di plastica, ma comunque i sassi non sono grossissimi, io sono andata in acqua a piedi scalzi.
E' così trasparente che ti invoglia proprio a tuffarti.
Probabilmente è poco popolare per via del vicino lago di Garda, ma secondo me chi è nella zona non se lo puo' perdere.
E' un posto veramente rilassante e le famiglie ci possono portare tranquillamente anche i bambini piccoli.
Ben segnalato da Riva del Garda, non è difficile da trovare, anzi.
Consigliata una visita anche ai vicini borghi.
giovedì 13 agosto 2009
Mercato de la Bouqueria a Barcellona
Ho sempre avuto una passione sfrenata per i mercati da quando sono stata in Perù, dove ce ne sono di coloratissimi.
A Barcellona il mercato più famoso è quello della Bouqueria, vicino alla Rambla.
Potevo perdermelo? Certo che no!
Impossibile non trovarlo, visto che ad un certo punto della Rambla metà dei turisti svolta a destra e lì appare subito l'insegna in alto : Mercat de la Bouqueria.
Era proprio ora di pranzo quando ho scorto l'insegna e ho subito detto al mio compagno: bene, oggi mangiamo qui ed offro io!
Ovviamente si viene subito invasi dagli odori forti degli insaccati e del pesce tipici dei mercati, ma dopo qualche minuto ci si abitua, ve l'assicuro!
Moltissimi i turisti che vengono qui a tutte le ore del giorno.
Come definire questo mercato?
Sicuramente un tripudio di aromi, colori e suoni.
Ogni banco espone la propria mercanzia e i più colorati sono quelli di spezie e frutta.
I banchi di frutta sono presi sempre d'assalto:con pochi euro si puo' avere una coloratissima macedonia di frutta fresca e frullati di ogni tipo e colore.
Per la gioia dei bambini non mancano i banchi di leccornie con ogni sorta di dolciume (felicità anche per le tasche dei dentisti!).
Io ho preso più di qualche fetta d'anguria, erano buone e invitanti, mentre il mio compagno s'è lanciato su macedonie miste e frullati di ogni tipo.
Per gli amanti della fotografia: qui date libero sfogo alle angolazioni e ai particolari!
Sicuramente non è il mercato più tipico e autentico della città, però ne esorto la visita perchè comunque vale la pena vederlo.
Tra l'altro se si vuole mangiare al volo spendendo poco è il posto migliore, però bisogna fare attenzione ai prezzi perchè variano di bancarella in bancarella.
I venditori di pesce li si trova prevalentemente la mattina, solo pochi restano il pomeriggio.

A Barcellona il mercato più famoso è quello della Bouqueria, vicino alla Rambla.
Potevo perdermelo? Certo che no!
Impossibile non trovarlo, visto che ad un certo punto della Rambla metà dei turisti svolta a destra e lì appare subito l'insegna in alto : Mercat de la Bouqueria.
Era proprio ora di pranzo quando ho scorto l'insegna e ho subito detto al mio compagno: bene, oggi mangiamo qui ed offro io!
Ovviamente si viene subito invasi dagli odori forti degli insaccati e del pesce tipici dei mercati, ma dopo qualche minuto ci si abitua, ve l'assicuro!
Moltissimi i turisti che vengono qui a tutte le ore del giorno.
Come definire questo mercato?
Sicuramente un tripudio di aromi, colori e suoni.
Ogni banco espone la propria mercanzia e i più colorati sono quelli di spezie e frutta.
I banchi di frutta sono presi sempre d'assalto:con pochi euro si puo' avere una coloratissima macedonia di frutta fresca e frullati di ogni tipo e colore.
Per la gioia dei bambini non mancano i banchi di leccornie con ogni sorta di dolciume (felicità anche per le tasche dei dentisti!).
Io ho preso più di qualche fetta d'anguria, erano buone e invitanti, mentre il mio compagno s'è lanciato su macedonie miste e frullati di ogni tipo.
Per gli amanti della fotografia: qui date libero sfogo alle angolazioni e ai particolari!
Sicuramente non è il mercato più tipico e autentico della città, però ne esorto la visita perchè comunque vale la pena vederlo.
Tra l'altro se si vuole mangiare al volo spendendo poco è il posto migliore, però bisogna fare attenzione ai prezzi perchè variano di bancarella in bancarella.
I venditori di pesce li si trova prevalentemente la mattina, solo pochi restano il pomeriggio.
Spiaggia di Barcelloneta
Se fosse stata una discoteca l'avrei apprezzata per la gente e il clima giovanile.
Ma come spiaggia no, è lontana dall'essere uno di quei posti in cui potrei stare per più di mezza giornata.
Ogni singolo centimetro cubico era occupato da qualcosa o qualcuno.
Non c'era un posticino tranquillo neanche a pagarlo oro.
Una quantità infinita di gente che puo' essere paragonata a quella che si trova alla stazione centrale di Milano il lunedì mattina.
Non avevo mai visto niente di simile.
Il bello comunque è il fatto di essere gettonatissima tra i giovani.
Non è pulissima ovviamente, ma è lunghissima e di sabbia chiara.
La sera è comunque piacevole camminare per il lungomare e vedere le onde.
Ogni tanto c'è qualche bar sulla spiaggia, qualche gruppetto che suona oppure semplicemente qualche artista di strada che cerca di ramazzare qualche soldo.
Praticare qualche sport è impensabile, non c'è nemmeno lo spazio per giocare con le racchette da spiaggia da tanto sono stipate le persone.
Mi ha dato proprio l'idea del luogo di ritrovo per tutti, una spiaggia presa d'assalto.
Non è comunque tra le peggiori che ho visto, anche se è lungi dall'essere una di quelle ce consiglierei.
Una passeggiata serale comunque non è da escludere se si passa qualche giorno a Barcellona, sopratutto per respirare un po' d'aria fresca.
mercoledì 12 agosto 2009
Museo Erotica a Barcellona

Museo dell' Erotica di Barcellona: secondo i post e opinioni trovate in rete nulla di eccezionale, anzi, da evitare.E' ubicato proprio nella Rambla, se non di punta attentamente l'occhio lo si potrebbe passar via senza accorgersene.
Noi abbiamo deciso di entrare, per curiosità.
Le strette scale conducono al piano superiore, questo museo è ospitato nell'appartamento di un vecchio edificio.
L'arredamento è spartano, ma ci pensano i contenuti a creare quell' atmosfera piccantina.
Subito mi ricordava uno di quei postriboli francesi che si vedono nei vecchi film.
Si entra ed ecco che ad accogliere i visitatori in entrata c'è un fallo-statua di legno più alto di me: tutti ci fanno la foto ricordo vicino!
Si prosegue per quella che è una stanza colma di ogni tipo di immagine,fumetto e statuetta in posizioni erotiche di ogni tipo.
Devo ammettere che le statuette in ceramica giapponesi avevano una fantasia sfrenata.

Ai muri si alternavano quadri e lavorazioni in legno sullo stesso tema.
Uno dei quadri era firmato anche da Mirò.
I disegni e le varie stampe erano divise per nazioni e periodo.
E' interessante vedere come si accomunano le diverse civiltà in certe circostanze, non avrei pensato.
Più libertini i francesi comunque in fatto di immagini e scene.
Un un altra saletta erano esposte delle stampe erotiche dei giorni nostri, niente di nuovo o particolare comunque, tutte cose che si possono vedere anche in televisione.
Più interessante la stanza delle torture sadomaso, con manichini vestiti con l'abbigliamento del caso e macchine per le torture create con attenzione certosina.
Più avanti, in una piccola saletta dove si schiattava dal caldo, un maxischermo proponeva vecchie sequenze di film porno.
Ho visto uscire una signora sulla cinquantina al seguito del marito: era vistosamente accaldata, imbarazzata e rossa in viso, forse quei film le ricordavano i tempi andati, chissà, comunque mi aveva incuriosito.
Il film era veramente vecchissimo, e più che erotico lo trovavo comico, ma comunque è stato interessante vedere la netta differenza coi film di oggi.
Sotto certi aspetti questa visita è stata anche istruttiva e comunque con tutti i musei di cimeli di guerra sparsi per il mondo, un po' d'amore non guasta mai.
In quanto a differenze geografiche, sull'arte amatoria bisogna dire che tutto il mondo è paese.
Il prezzo del biglietto di ingresso non è proprio stracciatissimo, però uno strappo alla regola ci puo' stare.
Non c'erano moltissimi visitatori quando ci sono andata io, però quelli che c'erano erano TUTTE coppie di ogni età.
martedì 11 agosto 2009
Parc Guell
Io ho voluto visitarlo in due tappe, in due giorni differenti, per avere la possibilità di gustarmelo con la dovuta calma.
Questo parco nasce nel 1900, quando il conte Guell affidò all'architetto Gaudì il compito di trasformare un terreno coperto da alberi in una città in miniatura dove ci fossero giardini all'inglese e dimore per gente ricca.
Lo stesso Gaudì riuscì a realizzare tre chilometri di sentieri,strade,scalinate,padiglioni e una piazza prima che il progetto fallisse e venisse abbandonato.
Questo fallimento oggi registra milioni di entrate.
Io ci sono sempre arrivata da retro,per la baixada de la Gloria, dove arrivavo tramite una scala mobile...percè credete,la salita senza queste scale mobili sarebbe veramente ardua.
In tutte le entrate vengono consegnati deplian con la mappa di Parc Guell.
Dalla zona alta, da dove sono entrata, c'è una vista su Barcellona che è semplicemente strepitosa...si vede anche la Sagrada Familia!
I sentieri che si possono imboccare sono tantissimi e permettono di trovare angolini tranquilli senza troppi turisti.
Noi ci siamo fermati a mangiare un panino all'ombra delle piante. Nonostante fosse mezzogiorno e il sole fosse accanito, al'ombra si stava e si respirava bene.
E poi è anche piacevole passare un paio d'ore in questo posto un po' incantato.
Gli angoli da vedere sono tantissimi, ad esempio il ponte degli innamorati che sembra rubato ad un borgo medievale.
Nell'entrata principale, in carrer d'Olot, le due costruzioni fiabesche danno il via ad una serie di particolari monumentali del parco.
La scalinata conduce alla Sala Hipòstila, un labirinto formato da 84 colonne nato per ospitare il mercato.
Poco più avanti, sulla destra, c'è la casa dove Gaudì trascorse i suoi ultimi anni : oggi è un museo che conserva i suoi cimeli, l'entrata è a pagamento.
Suggestivo questo parco e anche molto vivace.
Ho apprezzato il fatto che fosse ben tenuto e curato, sopratutto da parte dei giardinieri.
Se si fa attenzione, vicino al ponte degli innamorati, c'è una combriccola di pappagallini verdi che fa le gare da una pianta all'altra...sono carinissimi!
C'è un bar all'interno, ma è un po' caro, conviene rifornirsi di bibite prima di entrare.
Dimenticavo, almeno questo, tra tutti i capolavori di Gaudì, ha l'ingresso gratuito.
Iscriviti a:
Post (Atom)