domenica 16 dicembre 2012

Basilica di Sant' Antonio a Padova

Nel corso degli anni ho avuto modo di visitare la Basilica di Sant' Antonio diverse volte e in diversi periodi dell'anno. L'ultima volta è stata in primavera durante un sabato soleggiato : la basilica era da quadro con l'azzurro limpido a farle da sfondo e i bambini sul piazzale antistante  che rincorrevano i colombi.
Dopo aver consumato un gelato sotto il monumento equestre del Donatello siamo entrati a porgere omaggio alle reliquie del Santo.
Inutile dire che i pellegrini che giungono ogni giorno sono veramente tantissimi e ogni volta ho dovuto fare la fila per giungere alla reliquia.
Tutto ciò è dovuto al fatto che in passato si sono verificati numerosi fenomeni miracolosi presso la sua tomba.
Mia mamma mi racconta spesso che la mia nonnina ha donato al Santo la sua fede nuziale per avere la grazia che mio nonno tornasse vivo dalla guerra (è tornato vivo).
La Basilica, ampliata nel corso degli anni, è caratterizzata da diversi stili: il romanico della facciata, il gotico negli archi rampanti e il bizantino delle cupole.
Più dell'aspetto archittetonico di questa struttura, di cui si può reperire un vasto repertorio dettagliato su internet, vorrei soffermarmi sul lato di culto.
Ho seguito forti discussioni in merito al fatto che si paga per una preghiera, per accendere una candela o semplicemente per usufruire della toilette.E' vero che ogni cosa ha il suo prezzo fisso, anche le chiese ormai devono tenersi al passo coi tempi e non credo sia una cosa che riguardi unicamente il Santo di Padova.
La cosa mi fa un po' sorridere perchè entrare e sedersi per recitare una preghiera a Sant' Antonio non costa nulla, poi se uno vuole fa l'offerta libera.
Con tutto l'afflusso che c'è ogni giorno le spese per mantere in piedi questo luogo non devono certo passare inosservate.
Si pensi che ogni piccola nicchia all'interno della chiesa è riccamente addobbata e il mantenimento nel tempo delle opere ha un suo costo.
Appena entrati si vieni avvolti dall'oscurita poco illuminata, studiata ad arte per mettere un po' di soggezione ai timorati, ma poco alla volta ci si abitua e passando sul lato destro della navata, si raggiunge la reliquia del Santo. Vicino c'è un grande cubo di vetro dove vengono inserite foto di persone malate che hanno bisogno della grazia, oppure santini con le preghiere...vi assicuro che è sempre colpo e non sono sempre le stesse.
Abituati all'oscurità, quando si esce e si passa per il chiostro, la luce del giardino è come un pugno nell'occhio.Ma anche qui si respira aria di serenità e di pace tanto che un pezzetto di questo angolo mi piacerebbe averlo pure a casa per tirarmi su nei momenti di sconforto.
Sia che il motivo sia religioso oppure turistico, io ne consiglio fortemente la visita perchè la bellezza interiore ed esteriore di questo posto merita veramente.

sabato 11 agosto 2012

I cervi di Camposilvano

Durante un pomeriggio afoso siamo partiti alla volta del passo di Pian Delle Fugazze, tra Trentino e Veneto.
Proprio dal passo parte una strada che porta a Camposilvano, una piccola frazione di pochi abitanti dove si trova un recinto che ospita ben 27 cervi ( secondo me era un vecchio campo militare o qualcosa di simile, adattato poi alle esigenze degli animali).
Non avevo mai visto tanti cervi in vita mai tutti tranquilli che ti passeggiano davanti agli occhi.
Un diventimento anche per i bambini, e tutto a gratis, perchè per vedere questo allevamento non bisogna pagare alcun ingresso, basta tenere un comportamento tranquillo e non spaventare gli animali.
Questi alcuni scatti che sono riuscita a fare:

cervo infilato nel fieno, si vedono solo le corna


giovedì 16 febbraio 2012

Color hotel a Bardolino

Ho avuto modo di trascorrere un week end a Bardolino,località turistica del lago di garda, in un tiepido week end di ottobre.
Ad ospitarci in quel fine settimana è stato il Color Hotel, che non solo vanta una splendida combinazione di colori, ma presenta un design moderno molto accattivante.
Non abbiamo avuto nessuna difficoltà a trovarlo dato che si trova proprio sulla via che costeggia il lago.
Una prima nota di merito va alla cortesia con la quale siamo stati accolti alla reception, ma non solo la cortesia, anche calore e simpatia, cosa molto rara al giorno d'oggi nelle grandi strutture.
La signora ci ha mostrato subito, dopo avere svolto le classiche formalità del check in, la sala colazione, la nostra camera e ci ha spiegato come arrivare alle varie piscine.
Devo ammettere che subito pensavo di perdermi, invece quando ho visto che la camera era vicina all'ascensore mi sono tranquillizzata!
L'hotel è fantastico e curato in ogni piccolo dettaglio.
Già entrando ho notato un portaombrelli con ombrelli colorati a disposizione degli ospiti: un servizio molto utile visto che le giornate di pioggia al Garda non sono un evento raro.
Dalla parte destra al piano terra si trova il ristorante che la mattina diventa sala colazione,il bar e una saletta con poltroncine e una piccola piscina nel giardino.
Sulla sinistra invece si trova la reception.
Oltrepassata la reception si arriva ad un salone con divanetti e dettagli di arredamento molto ricercati.Proprio qui si trovano due postazione internet ad uso gratuito degli ospiti.
Passato questo salone si arriva alla piscina che è spettacolare!Oltre ad essere grandissima presenta anche una cascata ed è circondata da tavolini e lettini prendisole.
Facendo il giro della piscina si arriva ad un altra piscina con acqua riscaldata,ideale per i giorni in cui fa un po' più fresco.
Ma non è finita qui con le sorprese acquatiche perchè attraversando un cancello verde si accede ad un giardino anch'esso con un altra piscina ma davvero sensazionale,non solo per la grandezza e i giochi d'acqua ma perchè presenta un bar plasmato con la piscina.
Il bancone è proprio a livello dell'acqua e i clienti possono sedersi negli sgabelli fissi dentro l'acqua e ordinare qualsiasi cosa standosene completamente in ammollo.
Questa cosa secondo me è davvero spaziale!
Peccato però che non ci fosse il tempo ideale per fare un bagno in piscina.

Veniamo ora alla camera: la nostra era quella della tipologia più piccola che l'hotel offriva però a me le dimensioni non sembravano affatto piccole,anzi.
A destra c'era la scrivania e subito dopo l'armadio.
Davanti il letto matrimoniale e in un angolo il minibar e il televisore.
Dalla parte opposta si accedeva al terrazzino dove erano disposte due sedie con un tavolino.La vista dava sul giardino circondato da alte piante che creavano un po' di privacy,in modo da non essere osservati dalla gente che passava sulla strada di fronte.
Il bagno era color ocra,molto ampio e super accessiorato: la doccia aveva il proprio box chiudibile, i rubinetti non erano quelli classici ma a cascata,sul lavandino era presente un ricco set di cortesia e non mancavano nemmeno asciugamani,accappatoi e pantofole.
Il tutto in perfetto ordine e pulitissimo.
Dentro l'armadio c'era la cassaforte e anche i teli per la piscina...della serie che si soggiorna in questa struttura basta portarsi dietro solo lo spazzolino e il dentifricio, tutto il resto c'è!!
Abbiamo dormito molto bene,i materassi erano perfetti...solo il cuscino non mi andava troppo a genio ma ho scoperto troppo tardi che si poteva anche avere il cuscino per la cervicale.
La mattina siamo scesi per la colazione e abbiamo trovato una staff preparatissimo e di una gentilezza squisita.
Le bevande calde vengono servite al tavolo dai camerieri mentre tutto il resto è a buffett.
Io ho avuto modo di girare tantissimi hotel, ma un buffett come questo non l'avevo mai visto.
A parte le solite cose come affettati,formaggi,burro,marmellate e diversi tipi di pane c'era anche una sezione biologica veramente ricchissima.Praticamente si restava con l'imbarazzo della scelta.
Da sottolineare che tutti i prodotti erano freschissimi e di qualità.
Sulla colazione veramente va aggiunta una lode, mi rammico di non aver provato anche il ristorante!
Il Color Hotel vanta anche una buona posizione a Bardolino: il centro è raggiungibile a piedi in cinque minuti, il lago di Garda anche.
Nelle immediate vicinanze c'è un supermercato, distributori di benzina e una rinvendita di giornali con distributore di sigarette attivo 24 ore su 24.
L'auto l'abbiamo sempre lasciata nel parcheggio custodito della struttura, visto che preferivamo muoverci a piedi.
Volendo l'hotel fornisce anche le biciclette.
Infine che dire ancora?
Un hotel veramente splendido a cui non manca proprio nulla...se avete voglia di farvi coccolare e rilassarvi è il posto ideale!

lunedì 2 gennaio 2012

Tutto il rosso di Roussillon

Trovare le parole adatte che rendano giustizia al villaggio arroccato di Roussilon è un impresa assai ardua.
Finora né dalle guide turistiche cartacee che ho utilizzato, né dai siti internet consultati era scaturita l'idea della bellezza di questo luogo: bisognava proprio vederlo con i propri occhi per rendersene conto.
Premetto che la visita al villaggio non era nemmeno stata presa in considerazione nel mio itinerario...l'unica cosa elencata a Roussillon era il sentiero dell'ocra.
E' stato proprio mentre camminavamo per il sentiero che ci siamo accorti di questo villaggio da cartolina che non potevamo lasciarci sfuggire.
Abbiamo chiesto all'ufficio turistico una mappa di Roussillon e poi siamo partiti alla scoperta.
Roussillon è un pittoresco intreccio di piccole viette, dove in alcuni tratti le auto non riescono a passare.
Ma voglio svelarvi il perchè del rosso di questo villaggio.
Già quando questo villaggio entra nella visuale ottica è impossibile non restarne meravigliati perchè il rosso degli edifici spicca tantissimo.
Questo colore particolare è frutto della miscelazione dei pigmenti delle cave d'ocra nei materiali per la costruzione edilizia.
Ci si ritrova a passare sotto archi,davanti a chiese,vicino a pozzi e muretti tutti nella tonalità del rosso.
Sarà che questo è proprio uno dei miei colori preferiti ma a me questo posto è piaciuto tantissimo.
I pochi negozietti presenti sono vecchio stile e vendono oggettistica varia, ma i più gettonati sono quelli che commerciano sacchetti e saponi di lavanda.
Ci sono ristorantini vari e caffè, tutti rigorosamente in stile provenzale.
Devo dire che sono rimasta sorpresa che questo posto abbia saputo mantenere la sua nota di autenticità nonostante il turismo affluente.
Di solito il turismo implica la nascita e il divulgamento delle catene, siano esse di fast food o di negozi, che rovinano le origini di questi piccoli paesi così graziosi invece una buona fetta della provenza, almeno quella che ho visto io, ne è ancora incolume.
A Roussillon non c'è un attrazione particolare da vedere, fatta eccezione del sentiero dell'ocra: è proprio il piccolo centro in sè stesso che merita la visita.
Ho scattato alcune foto ma purtroppo la mia fotocamera, sebbene sia nuova, non rende i colori così vivi come li può percepire l'occhio umano.
Potrei concludere dicendo che ''se'' tornassi in provenza ritornerei qui, invece questa volta posso dire che tornerò in provenza e anche qui, a Roussillon, perchè mi mancano dei pezzi per completare il quadro provenzale che si sta sviluppando nella mia mente.
Mi piacerebbe però riuscire ad andarci nel periodo della fioritura della lavanda.

sabato 9 luglio 2011

Innsbruck

Innsbruck, capitale del Tirolo, è una chicca fatta di vicoli medievali e sontuosi palazzi degli Asburgo, il tutto in mezzo alla splendida cornice delle Alpi, che sbucano da qualsiasi angolo della città in cui ci si trova.
Adagiata nella valle dell'Inn, si presenta con un centro abbastanza raccolto, l' Altstadt, che è la zona che ho visitato io.
Siamo partiti dalla Theresien Strasse, dove sorge il Triumphforte, l' Arco del Trionfo, costruito per celebrare il matrimonio dell'Imperatore Leopoldo II. Proseguendo su questa strada si trova l'edificio che ospita la sede del Governo Provinciale, l' Altes Landhaus, che presenta una splendida facciata barocca. Alla fine della via svetta la colonna di Sant'Anna, Annasaule, eretta come celebrazione della vittoria sui bavaresi.

Si giunge poi alla torre della città, lo Stadtturm, dalla cui cima si può godere del panorama dell'intera città.



La prima tappa per rifocillarci l'abbiamo fatta al Kroll, in Hofgasse, locale famoso per i suoi ottimi strudel di diverso tipo di cui abbiamo fatto incetta, ma aggiungo che anche il millefoglie non era male, a meno che non abbiate problemi di peso....uno strappo alla regola comunque in questo caso vale la pena farlo.



Da qui siamo passati all'Hofburg, il palazzo imperiale, per poi passare davanti al Landestheater e continuare verso l'Hofgarten, un parco fatto di piante e aiule perfette, dove si può sostare in mezzo alla quiete assoluta.



Dopo esserci riposati un po' ci siamo diretti verso la Domplatz, dove si trova l'imponente duomo di San Giacomo, in stile barocco.



Da qui si giunge in Herzog Friedrich Strasse, dove fanno bella mostra di sè edifici con splendide facciate barocche, in cui spicca l' Helblinghaus, che presenta decorazioni in stile rococò molto elaborate.


Proprio qui sorge anche quello che secondo me è un po' il simbolo di Innsbruck, ovvero il Goldenes Dachl, la loggia dorata o tettuccio d'oro, composto da 2657 tegole di rame dorato che luccicano sopra un bovindo gotico.




Questo palazzo ospita un piccolo museo dedicato all'imperatore Massimiliano.
E qui la nostra visita a Innsbruck finisce perchè il tempo è sempre tiranno e non ci consente di vedere le attrazioni dei dintorni, come ad esempio lo Schloss Ambras.
Comunque questa graziosa città ci è piaciuta molto, e probabilmente ci ritornermo, magari in un prossimo viaggio verso Monaco.

mercoledì 29 giugno 2011

Castello di Neuschwanstein

Neuschwainstein è probabilmente il castello più famoso al mondo, che i molti conoscono come quello che ha ispirato i disegnatori Disney per la riproduzione degli interni del castello de ''La Bella Addormentata''.
La sua costruzione iniziò nel 1869 per mano del re di Baviera, Ludovico II, ma non fu mai portata a termine.
Lo stesso Ludwing riuscì a godere del suo palazzo appena 170 giorni, dopodichè fu internato come malato di mente.
Nella progettazioneLudwing fu influenzato da Richard Wagner, che era diventato uno dei suoi protetti, infatti molte delle stanze ospitano le sue opere immortalate nei dipinti per rendergli omaggio.
A disegnare il modello originale fu un progettista di teatri e ciò spiega l'effetto sensazionale finale.
Sicuramente una delle stanze che attrae di più il turista è la sala del menestrello, con scene tratte dall' opera Tannhauser e che vanta un acustica perfetta, ma a mio parere le stanze più sensazionali sono la sala del trono e la camera da letto di Ludwing.
La prima è sfarzo puro dove ai propri piedi si estende un pavimento a mosaico sensazionale e dal soffitto scende un lampadario gigantesco (non ricordo bene il peso, ma so che era assurdo) a forma di corona. Manca il trono perchè, vista l'improvvisa morte di Ludwing, non fu mai consegnato. A dominare questa stanza è il colore oro.
Nella camera da letto invece fa bella mostra di sè un letto tempestato da guglie che a me ricordava la Sagrada Familia di Gaudì, sia un po' nello stile sia nella perfezione degli intarsi.
Sulla destra una porta permetteva di accedere a una grotta artificiale con cascata, frutto anche questo della passione per l'opera, infatti è dedicata alla nascita di Venere dell'opera di Wagner.
Anche le cucine di palazzo erano stratosferiche e in grado di produrre cibo per un esercito.
Purtroppo questa full immersion nel mondo Ludwing dura poco meno di un' ora, perchè la gente in visita è tanta e le guide fremono per potarci all'arrivo, però mi sarebbe piaciuto
approffondire meglio la storia di questo uomo e di quello che ha fatto ( tra l'altro mi ha incuriosito apprendere che le grotte artificiali sono presenti anche a Linderhof e che lo stesso Ludwing aveva fatto costruire anche uno chalet-reggia in stile arabesco).
Usciti dal castello delle fiabe si prosegue verso il Marienbrucke, un ponte sospeso sopra la Gola di Pollat da dove si può godere della vista del castello di Neuschwanstein in tutta la sua magnificenza immerso nelle colline ricoperte di alberi.
L'attesa per visitare il castello può risultare estenuante sopratutto nei periodi di alta stagione, ma ne vale veramente la pena.

giovedì 23 giugno 2011

Schloss Hohenschwangau

Durante il mio soggiorno in Tirolo per il ponte del 2 giugno ho fatto un escursione anche in Germania, per vedere un paio dei castelli di Ludwing, visto che si trovavano appena a 100 chilometri di distanza.
Dopo aver impostato il navigatore e messo mio moroso alla guida dell'auto ho cominciato a leggere la guida per documentarmi su questi castelli e, con mio grande stupore, leggo che è consigliato prenotare prima i biglietti perchè in alta stagione tante volte non si riesce nemmeno ad entrare.
Arriviamo e riesco ad avere i biglietti per i due castelli (21,50 euro a testa) facendo una fila di un'ora e devo dire che mi è andata anche bene.
Il primo castello che abbiamo visitato è quello di Hohenschwangau, ed è proprio di questo che voglio parlare oggi.

Adagiato nel villaggio a valle, spicca per i suoi colori giallo-oro.
Costruito nel XII secolo dai cavalieri di Schwangau, diventò successivamente il castello della famiglia reale dove Ludwing trascorse la sua infanzia.
Durante la visita guidata si possono notare le influenze eccentriche di Ludwing, evidenziate sopratutto nella sua camera da letto.
Tutti i muri interni sono ricoperti di dipinti, non c'è un solo centimetro cubico lasciato in bianco.
In tutte le stanze sono presenti i mobili originali, che ovviamente non si possono toccare, e molto oggetti donati al re fatti d'oro, brillanti e lapislazzuli.
Tantissimi i busti e i quadri, pochi invece gli oggetti di uso personale della famiglia reale.
Una full immersion di 35 minuti nello sfarzo totale, con audioguida non del tutto esauriente, ma giusto un infarinatura per far capire dove ci si trova.
Senza dubbio 35 minuti sono un po' pochi per godere appieno di tanto sfarzo, ma purtroppo le visite guidate sono obbligatorie e le guide che ti accompagnano nel giro sembrano avere un sacco di fretta.
Comunque vale la pena di vedere questo castello, non soffermandosi solo all'aspetto esterno.

giovedì 2 dicembre 2010

Un natale da 20.000 euro con Trivago

Trivago, il famoso sito di comparazione prezzi che quest'estate ha invaso tutte le rete mediaset e non solo, regala quest'anno per Natale 20.000 euro...
Come fare?
Per avere una spiegazione dettagliata su questo evento e capire come fare per la registrazione vi invito a leggere questo post, sperando che sia veramente un Natale ricco per tutti!
E se non saranno proprio 20.000 euro, almeno che sia una tredicesima un po' più consistente!
Buona Fortuna!

martedì 16 novembre 2010

La spiaggia di Juan Le Pins

Devo ammettere che le spiagge che ho visto in Costa Azzurra durante la settimana di Ferragosto non temono il confronto con quelle della riviera adriatica.
Peccato che il confronto sia riferito alla massa turistica che occupa ogni centimetro cubo della spiaggia.
Mi riferisco in questo caso alla spiaggia di Juan Le Pins, ma la stessa opinione potrei scriverla anche per le spiagge di Antibes.
Sapevo che Juan Le Pins era una località balneare molto battuta, ma non credevo fosse così paradossale.
La spiaggia in questione non è proprio piccola valutandola nel senso della lunghezza, anche perchè mi sembrava di aver letto sulla guida EDT che fosse lunga tre chilometri, non pochi quindi.
Ma è larga dieci passi: dieci passi fino all'acqua che però diventano un'avventura spaventosa visto che ci sono teli mare ovunque.
Tra un persona e l'altra non c'è libertà di movimento.
Tra me e me ho pensato che fosse la soluzione ideale per chi vuole conoscere gente nuova o farsi gli affari del vicino.
La cosa più assurda sono i pontili che sono stati creati dai bar con lo scopo di accogliere i clienti: ecco che allora con 20 euro al giorno hai il tuo sdraio e il tuo ombrellone, ma sempre sopra il pontile devi stare.
La spiaggia è un mix di sabbia e sassi, comunque sempre coperta dai teli mare.
L'acqua non era male, ha comunque sempre l'azzurro intenso da cui prende il nome la costa.
Prezzi non proprio a favore dei turisti, sia per quanto riguarda i noleggi delle attrezzature varie, sia nei locali.
Avevo con me il costume visto che avevo messo in preventivo una giornata di relax al mare..ma quando ho visto la spiaggia ho capito che addentrarsi in quel caos voleva dire stressarsi, altro che rilassarsi.
Ho optato per una passeggiata sul lungomare e una coppa di gelato in centro.
A meno che non siate amanti del caos, questa spiaggia è proprio da evitare, sopratutto nella settimana di ferragosto.
Tra l'altro è stato anche difficile trovare un posto dove lasciare l'auto.

venerdì 12 novembre 2010

Notre Dame de la Garde

Siamo a Marsiglia, nella zona del porto vecchio che aspettiamo che il bus turistico che fa il giro della città si decida a partire.
Una leggere pioggerellina estiva ci accompagna da quando siamo arrivati.
Continuiamo a guardare lassù, verso la collina de la Garde: è alta e se andiamo a piedi arriviamo sfinacati...meglio aspettare il bus.
Dopo un' ora il bus turistico decide che è ora di partire.
Durante la salita anche l'autobus arranca, non a caso la chiesa di Notre Dame de la Garde si trova su una collina alta 154 metri.
Da sempre questa collina è stata punto d'osservazione : in tempi preistorici era un posto di vedetta, nel quindicesimo secolo fu eretto un forte per volere di Francesco I come difesa marittima di Marsiglia.
Oggi non è solo un simbolo sacro, ma è proprio il simbolo che domina Marsiglia.
Notre Dame de la Garde nasce come santuario che nel corso degli anni viene ampliato fino a diventare una basilica per poter ricevere il grande afflusso di pellegrini che la visitano.
Questa basilica si presenta con uno stile romanico-bizantino e si compone in due parti: la cripta, con volta ad arco, e il santuario consacrato alla Vergine.
La cosa che più affascina dal mio punto di vista è la policromia delle pietre e tutti gli archi che svettano verso il soffitto, artisticamente parlando.
Dal fattore culto invece quello che mi è rimasto più impresso è l'abbondanza degli ex-voto della cripta: decine e decine di targhe con ringraziamenti o richieste di protezione da parte dei marsigliesi.
Non ne avevo mai viste così tante messe insieme e una buona parte veniva da marinai che chiedevano la protezione della propria nave e di tutto l'equipaggio.
Praticamente una sorta vera e propria di collezione.
Nle piazzale davanti alla basilica ogni singolo turista rimane incantato dal panorama spettacolare che si ha sulla città.
Da qui consiglio di scendere a piedi verso il porto e lanciarsi alla scoperta delle vie e viette marsigliesi.

L'entrata alla Basilica è gratuita e vi sono ascensori per permettere l'accesso anche alle persone disabili.

mercoledì 22 settembre 2010

Il Ponte di Avignone


Di ponti famosi al mondo ne esistono tantissimi e tutti con un architettura particolare.
Ho avuto la fortuna di vederne alcuni tra cui il Ponte di Rialto e quello dei Sospiri a Venezia, il Ponte Vecchio di Firenze, il Ponte degli Alpini a Bassano del Grappa, il Ponte Scaligero a Verona...
Quest'anno però ho avuto modo di vedere un ponte legato ai miei ricordi delle scuole medie, quando ho iniziato a studiare francese.
Si tratta del Ponte di Avignone, da cui d'ispira la celebre canzone ''sur le pont d'Avignon, on y danse''.
Ammetto che la curiosità era tanta e appena ho varcato le mura della città ho cominciato a cercare i cartelli che lo segnalavano.
Con mio sommo stupore scopro che qui lo chiamano Pont Saint Bènezet (questo non mi ricordo proprio che la prof ce l'avesse mai detto).
In passato il ponte univa Avignone a Villeneuve, ma il Rodano con una prima piena spazzò via il ponte di legno, con una seconda si porto via 18 arcate costruite in pietra.
Non fu più ricostruito e quindi ora non resta che ammirare le quattro arcate che hanno fatto resistenza.
Oggi è considerato Patrimonio Mondiale dell'Umanità e ed è possibile visitarlo pagando un biglietto con cui vengono fornite audioguide.
Inutile dire che sopra il ponte c'era il mondo e che il fascino da li sopra si perdeva.
Me lo sono ammirato e rimirato meglio standomene seduta in riva al Rodano, vicino ad un gruppetto di anatre.
Da quel punto la vista era magnifica e me lo sono potuta fotografare da ogni angolazione.
In una delle estremità spicca la Chapelle St.Nicolas, una piccola chiesetta in stile romanico e gotico che conferisce al rudere rimasto una vena romantica.
A farla completa è stato il tempo che ci ha concesso una splendida giornata di sole ma priva di afa.

venerdì 3 settembre 2010

Kiryad Marseille

Il Kyriad Marseille Est Gemenos è stato il nostro secondo hotel nel nostro giro in provenza.
Così su due piedi lo potrei definire uno di quegli hotel che fanno parte di catene alberghiere economiche e che si trovano un po' in periferia.
In effetti, anche se Gemenos è un paese piccolo, l'hotel si trovava in periferia, nella zona sportiva.
Nonostante questo, per noi che avevamo l'auto, è risultato molto comodo, anche perchè vicinissimo all'autostrada.
Abbiamo soggiornato per due notti in una camera doppia.
L'hotel ( a due stelle) non vanta una presenza da urlo, però è pulito e accogliente.
Noi avevamo una camera a piano terra, vicino all'uscita e alla reception.
La camera era sobria, nè troppo grande, ma nemmeno piccola.Vi si accedeva col badge elettronico.
Appena entrati si ha l'armadio sulla sinistra, seguito dalla porta del bagno e poi dalla camera.
Letto matrimoniale comodo, e a finaco un lettino aggiunto che portava via spazio. Potevano anche toglierlo visto che eravamo solo in due, comunque l'abbiamo usato per metterci sopra le nostre cose.
La stanza era dotata inoltre di una doppia scrivania, una con specchiera, set con bollitore per the e caffè che si è rivelato molto utile.
Il bagno era spazioso, con box doccia, e sul lavandino era presente un piccolo set di cortesia.
Le pulizie venivano fatte accuratamente tutti i giorni.

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Nella struttura era presente un ristorante, del quale non ci siamo mai serviti perchè preferivamo uscire e mangiare altrove.
La piscina invece l'ha testata il mio compagno. Era piccola ma tenuta benissimo, con sdraio, ombrelloni e bar a bordo piscina. L'acqua comunque partiva dal metro e venti, quindi non adatta ai bambini, però per chi come noi tornava da una dura giornata in giro era un toccasana.

Il parcheggio non era sorvegliato, però a mezzanotte i cancelli venivano chiusi e per entrare si doveva suonare il campanello.
Alla reception ho sempre trovato professionalità in tutte le piccole cose.
Nei dintorni non c'è molto, solo fabbriche, altre catene alberghiere e un ristorante specializzato in carne alla brace.
In sostanza un hotel ideale per brevi soste, pulito ed economico.

giovedì 2 settembre 2010

Abbazia di Senanque


Per chi è stato in Provenza è difficile non aver mai visto l'abbazia di Senanque: è uno dei posti che compaiono più spesso nelle immagini delle cartoline.
E devo dire che, immersa tra la lavanda, fa proprio la sua bella figura.
Anche se purtroppo quando sono arrivata io in Provenza della lavanda rimaneva solo il profumo nell'aria, una visita all'abbazia ho voluto farla, anche perchè ero nei dintorni di Gordes, quindi molto vicino.
Non è stato difficile trovarla perchè da Gordes c'è un unica strada che arriva e comunque è ben segnalata.
Fondata nel 1148, è abitata tutt'ora da un esiguo gruppo di giovani monaci, uno infatti l'ho intravisto nel retro.
Non siamo arrivati in orario di messa, e comunque non si poteva visitare tutto l'interno.
Della chiesa era visitabile solo il pezzo d'entrata, e quindi non ci si poteva nemmeno avvicinare all'altare, comunque l'interno era abbastanza spoglio e austero, metteva quasi soggezione.
La zona più gettonata dai turisti era il negozio con tantissimi libri di vario genere e in varie lingue, alcuni prodotti a base di lavanda e profumi.
Tutti se ne uscivano con qualche acquisto, ma a me non sembrava sta gran cosa.
Tornando alla nostra abbazia cistercense, devo ammettere che la preferisco dal lato esterno, coi suoi giardini curati e questo suo aspetto austero che si nasconde in mezzo alla natura.
Sicuramente deve essere molto più suggestiva durante la fioritura della lavanda coltivata tutt'intorno, però ha il suo fascino anche durante gli altri periodi dell'anno.
Le visite guidate sono su prenotazione e non costano tanto, se avessi messo in preventino anche Gordes sicuramente l'avrei prenotata una visita interna approfondita.

mercoledì 1 settembre 2010

Sentier des Ocres - Roussillon

Dopo aver visto l'affascinante Colorado Provençal di Rustrel potevo forse lasciarmi sfuggire il sentiero delle ocre di Roussillon?
Ma certo che no! Eccoci dunque arrivare al villaggio rosso di Roussillon, che già da solo merita una visita.
Sulla destra troviamo il parcheggio a pagamento dove lasciare l'auto e la stradfina che conduce al sentiero dell'ocra.
Arriviamo alla cassa dove si paga l'ingresso e sborsiamo tre euro a testa (o quattro? non ricordo con precisione ma era una cifra così).
Ci incamminiamo giù per la scalinata che conduce alle montagne di ocra tra castagni, cespugli e pini marittimi.
Le formazioni rocciose sono una variegata tavolozza di colori nelle tonalità del giallo, arancione e rosso.
Verso sera i colori sono ancora più accesi e agli occhi si presenta veramente un paesaggio da favola.
Il percorso da seguire è unico e dura circa tre quarti d'ora, è abbastanza facile senza grossi dislivelli, quindi lo possono percorrere anche i bambini.
Tra l'altro questo posto piace tantissimo ai bambini, non solo agli adulti.
I colori sono magnifici e sono riuscita ad assistere ad una folata di vento che ha alzato al cielo i pigmenti giallo e rosso provocando una colorazione giallastra/arancione alle piante adiacenti.
Uno spettacolo stupendo tant'è vero che ho scattato un sacco di foto perchè ogni angolo di questo paesaggio mi sembrava imperdibile per non immortalarlo.
Molto alta anche l'affluenza di turisti, anche se ciò non toglieva nulla alla maestosità del posto.
Durante la percorrenza del sentiero è vietato fumare, lasciare rifiuti o raccogliere l'ocra, questo per preservare la bellezza di questo ambiente così magico.
In vari punti dislocati nel sentiero si trovano tabelle esplicative, in inglese e francese.
Io e il mio compagno siamo stati di accordo unanime nel confermare che questo sentiero delle ocre di Roussillon è stato tra le tappe più belle della Provenza.
Se vi capita di passarci, non lasciatevelo sfuggire perchè un posto così merita la visita.
Ve lo consiglio caldamente e non dimenticatevi di munirvi di una bottiglietta d'acqua da bere prima di partire.

martedì 31 agosto 2010

Bel Alp a Manosque



Il Bel Alp è stato il terzo e ultimo hotel su cui mi sono appoggiata per il mio tour Costa Azzurra-Provenza.
Avevo fatto una comparazione prezzi con Trivago e questo risultava essere tra i più economici e sopratutto aveva il parcheggio, quindi ho avviato la prenotazione tramite booking.
Dovevamo stare qui 3 notti, tra cui quella di Ferragosto,per un totale di 150 euro senza colazione.
Il giorno di Ferragosto arriviamo davanti all'hotel alle 16.00. Devo dire che non è stato difficile trovarlo, anche perchè a Manosque le indicazioni degli hotel sono precise precise.
Entro e trovo la reception chiusa, apriva alle 17.00. Però c'era la possibilità di fare il check in automatico.
Ho provato e riprovato ma la postepay non veniva accettata come pagamento, quindi decidiamo di andare a fare un giro in centro e di tornare dopo.
Alle 17 troviamo la reception aperta e dietro il bancone una ragazza giovane: ci chiede se volevamo la colazione tutti i giorni e alla nostra risposta affermativa ci presenta un conto di 186,00 euro, praticamente 6 euro a testa al giorno per la colazione.
Prendiamo possesso della nostra tessera-chiave e ci avviamo verso la stanza numero 109, quella che ci hanno assegnato.
Facciamo le scale esterne, passando davanti ad un distributore automatico di bevande e merendine che può sempre tornare utile, e saliamo al primo piano, però sul retro.
Di lato la vegetazione nasconde un ruscello.
Apriamo la prima porta e ci troviamo davanti altre tre porte, quella di destra è la nostra.
Entriamo nella camera e il primo impatto è stato poco felice, il secondo impatto desolante.
Da dove cominciare?
A destra una specchiera e subito dopo la finestra.
Cosa può avere una finestra che non va? Beh, una finestra col fermo che si apre di pochi centimetri per me ha tutto che non va.
Guardiamo poi il letto(dovrebbe essere una doppia) matrimoniale praticamente poco più grande del mio letto singolo, con comodini ai lati costituiti da due mensoline a muro della misura di 15 cm x 20 cm.
L'armadio era costituito da un vano aperto con qualche appendino, la scrivania invece era normale.
Veniamo al bagno, il vero orrore di quella camera.
Avete presente il bagno di un aereo? Ecco, si entra in questo spazio di un metro quadrato dove la doccia è separata dal water da una tendina di plastica. Tutto questo spazio è rivestito di plastica grigia a bolle.
La pistola della doccia mentre ci si lava bisogna tenerla in mano per forza perchè non esiste gancio su cui appenderla.
In un angolo un dispenser di doccia-shampoo.Il mio di shampoo lo dovevo appoggiare per forza sopra la tazza che si bagnava copiosamente mentre veniva usata la doccia.
Terribile, mi pareva di soffocare, come se non bastasse già la finestra che non si apriva.
Il lavandino e lo specchio erano in un altro angolo della stanza, cosa che ho trovato veramente scomoda.
Pavimentazione ovviamente in moquette.
Gli asciugamani venivano cambiati quotidianamente, però ne lasciavano solo uno piccolo e uno grande.
Letto scomodo perchè piccolo, altrimenti avremmo dormito anche bene perchè il materasso era abbastanza duro.
L'aria condizionata e la televisione andavano bene, ma della prima non c'era praticamente bisogno.
Veniamo alla colazione, che si consuma in un apposita saletta vicino alla reception.
Tutto a buffet: pane, fette,brioche,jogurt, burro,nutella,marmellata,affettati e bevande.
Le solite cose insomma ma tutto pulito e sempre disponibile.
Sul lato colazione mi potrei lamentare solo del prezzo.
Parcheggio: non custodito con una decina di spazi davanti alla struttura, ma con un parcheggio del supermercato proprio davanti.
Posizione: Manosque è un buon punto di partenza per visitare la Provenza.
L'albergo si trova a cinque minuti di cammino dal centro storico.
La sua posizione è ottima per chi come noi arriva in auto.
Durante la mia permanenza di tre giorni ho visto molti automobilisti e molti motociclisti che si fermavano solo la notte e ripartivano il giorno seguente.
In sostanza potrei consigliarlo solo se vi serve un letto per dormire, ma io opterei per altre soluzioni: all'ufficio turistico di Manosque hanno moltissimi indirizzi di chambre d'hote (b&b) che sono carinissime e a buon prezzo.
Un pregio (se vogliamo chiamarlo così)il Bel Alp ce l'ha avuto durante la mia permanenza, ossia che pur di non restare in camera un minuto di troppo, la mattina ci alzavamo prima che la sveglia suonasse e andavamo subito in giro, quindi alla fine ho visto molti più posti di quelli che avevo messo in preventivo.

lunedì 30 agosto 2010

Il Colorado Provençal a Rustrel

Sino all'anno scorso non conoscevo l'esistenza del Colorado Provençal di Rustrel, scoperto solo dopo averne visto alcune foto in un blog.
Sono rimasta così affascinata da quelle foto che ho cominciato a fare delle ricerche su internet per saperne di più.
Scopro che questo magnifico quadro della natura si trova in Provenza, ed esattamente vicino al villaggio di Rustrel.
Era da un po' che meditavo una vacanzina in Provenza e così mi sono organizzata un pochetto e a luglio decidiamo di partire per andare alla scoperta di questa terra: faremo la settimana di Ferragosto tra la Costa Azzurra e la Provenza.
Ovviamente il Colorado Provençal sarà una nostre tappe.
Per raggiungerlo noi avevamo la nostra auto, e quindi non saprei dire se è possibile arrivarci anche coi mezzi pubblici o con qualche gita organizzata, ma penso proprio di si.
Non fatichiamo molto a trovarlo, visto che già in lontananza si vedono le creste color ocra, e comunque la strada è ben segnalata.
Lasciamo l'auto al parcheggio dei mille colori che ci costa 4 euro per tutta la giornata, un prezzo ragionevole direi.
Al parcheggio ci danno anche una cartina dove sono segnalati i possibili sentieri,basta scegliere.
I circuiti disponibili sono tre: quello rosso di cinque chilometri e mezzo con una durata di 3 ore, quello nero di quasi quattro chilometri con una durata di 2 ore, e quello blu, il più semplice di 2 chilometri e 400 metri della durata di un'ora e un quarto.
Dopo esserci muniti di una bottiglietta d'acqua al bar, noi decidiamo di intraprendere il secondo circuito, quello nero.
Il percorso, ben segnalato, s'inoltra nei boschi, partendo con una breve ma ripida salitina.
Man mano che si procede in mezzo alla vegetazione, s'incominciano a vedere le prime formazioni rocciose che variano dal giallino al rosso fuoco,passando per un arancione acceso.
Quando si arriva alla zona chiamata ''deserto del Sahara'' si resta ammaliati dall'esposione di colori di queste cave di ocra, tradizionalmente usata come pigmento naturale per la colorazione del vasellame.
La nostra fortuna è stata anche la giornata: un bel cielo limpido che contrastava con i colori della terra.
Uno spettacolo visivo superbo, che vale la pena di vedere.
Nemmeno la grande affluenza di visitatori ha deturpato la bellezza di questo posto.
Bello, bello, bello!

venerdì 20 agosto 2010

Hotel del Pintor a Malaga

Nel mio soggiorno di cinque giorni a Malaga dovevo scegliere una struttura che non costasse una fortuna ma che fosse in centro.
Navigando un po' su internet trovo un accenno positivo in un blog sull'hotel Del Pintor.
Vado nel sito e resto affascinata dall'arredamento che si vedeva nelle foto.

Faccio un po' di comparazione prezzo su Trivago e lo trovo a 60 euro a notte: benissimo! Passo quindi alla prenotazione.
Arrivo il 3 agosto a Malaga e prendiamo un taxi per arrivare all'hotel visto che era l'una di notte.
Il tassista conosceva il posto e ci ha lasciati proprio davanti all'entrata.
Veniamo accolti da un giovane cortese che ci apre la porta ( a mezzanotte chiudono a chiave ma c'è sempre qualcuno ad aprire).
Sbrighiamo velocemente tutte le pratiche del check in, pago il conto e ritiro la chiave (a tessera) della camera numero 34.
Prendiamo l'ascensore e saliamo al terzo piano.
L'arredamento è molto particolare, tutto nei toni rosso, nero e bianco. Vi sono quadri sparsi in ogni angolo sempre in queste tonalità.
Design accativante, non c'è che dire.
Entriamo nella stanza usando la tessera elettronica ( ce ne avevano date due,una a testa).
La stanza non si presenta enorme, però è pulita, ordinata e con un arredamento dal design moderno come il resto della struttura.
La finestra da' sul patio interno ed è dotata di doppie tende per oscurare la camera dalla luce e dal vicini dall'altro lato.
Sulla scrivania davanti al letto c'è il televisore e un libro che contiene l'elenco e la descrizione dei vari servizi disponibili nell'hotel, tra cui il noleggio del telo mare: se l'avessi saputo avrei lasciato a casa il mio risparmiando posto sul bagaglio a mano.
Il bagno ha una grandezza nella norma, c'è la vasca/doccia, il lavandino, il water e sorpresa! Anche il bidet!
Nel lavandino è presente un set di cortesia con pettine, fazzoletti, shampoo, bagnoschiuma e saponetta che viene rifornito quotidianamente durante il riassetto.
Vengono cambiati quotidianamente anche gli asciugamani.
La camera in sostanza sarebbe stata perfetta, se non fosse altro per le dimensioni claustrofobiche.
Alla reception abbiamo sempre trovato personale giovane e gentilissimo: ci hanno fornito cartine, consigli e abbiamo comprato direttamente i biglietti per il bus turistico.
La colazione non era compresa nel prezzo e non abbiamo voluto provarla anche perchè veniva consumata nei tre tavolini davanti alla reception e mi pareva poco intimo.Tanto valeva farla in piazza al bar.
La posizione si è rivelata ottima a due passi da plaza Merced, dove c'è anche l'area taxi.
Solo per la spiaggia eravamo un po' scomodi, ma mica si può volere tutto a un tre stelle.
Tra gli altri servizi offerti dalla struttura c'era il noleggio auto tramite europacar, biglietti per il museo Picasso e l'hammam, servizio lavanderia.
Un discreto punto d'appoggio se non si hanno le manie di grandezza

domenica 8 agosto 2010

Malaga Tour

Il Malaga Tour altro non è che uno di quei bus rossi a due piani che ormai si trovano in tutte le città più turistiche d'Europa.
Anche Malaga ha il suo bus rosso che porta i turisti alla scoperta delle maggiori attrazioni turistiche della città.
In questa mia vacanza ho deciso di usufruire anche io del tour guidato alla modica cifra di 16 euro a persona.
Ho acquistato il biglietto , che vale 24 ore, direttamente alla reception dell'hotel in cui alloggiavo, ma è possibile trovarlo in ogni angolo di Malaga, uffici turistici compresi.
Il bus prevede 13 paradas, cioè fermate, e vi è la possibilità di scendere dove si vuole e poi risalire col bus successivo.
L'autista ci ha consegnato gli auricolari monouso quando ha convalidato i nostri biglietti, quindi il primo giro ce lo siamo fatto completo ascoltando quello che l'audioguida diceva.
Posso definirlo proprio un tour della città comodo e poco impegnativo, sopratutto per chi ha il tempo contato.
Le fermate erano alla stazione dei treni, al museo d'arte contemporanea, al porto, al paseo del parque, al paseo de la Ferola, alla spiaggia, alla plaza de Toros, al castello Gibralfaro, al santuario della Vittoria, a piazza Merced, al Teatro Romano, alla Cattedrale e all'Alameda Principal (quest'ultima è il punto di incontro di quasi tutti i bus).
Visto il caldo del periodo è stata una pacchia poter salire al castello in tutta comodità.
Ci siamo fatti anche quattro sane risate quuando il bus passava accanto alle palme e le foglie di quest'ultime prendevano in faccia alcuni turisti poco attenti che sedevano al piano superiore davanti a noi.
Abbiamo fatto un continuo sali e scendi per tutto il giorno, facendo tre volte il giro della città.
I bus ripassavano con la media di 20 minuti circa, quindi erano comodissimi, peccato solamente che l'ultima corsa finisse alle 20:00 perchè sarebbe stato interessante anche un tour notturno.
A mio parere è un opzione ottima per chi si ritrova a dover visitare la città in un asola giornata, però di contro può essere una spesa alta per famiglie di 4-5 persone.
Immancabile la simpatia spagnola anche da parte degli autisti, infatti durante il percorso verso le colline del castello, quando uno scoiattolo ci ha attraversato la strada, io e l'autista ci siamo messi a gridare in coro Mira!Mira! un armadilla! poi ci siamo guardati e abbiamo riso ancora di più.
Sul bus si può ritirare anche la cartina tascabile con tutte le fermate: a mio avviso conviene farle tutte perchè ne vale veramente la pena.

giovedì 29 luglio 2010

La Torre che pende e la piazza dei miracoli

Nel periodo sotto Pasqua sono andata un week end a Firenze, in auto.Tornando indietro abbiamo fatto una sosta a Pisa, perchè io non avevo mai visto Pisa ed ero incuriosita dalla torre e da piazza dei miracoli.

sabato 27 febbraio 2010